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Facebook: l'algoritmo penalizza le aziende?

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Facebook: l'algoritmo penalizza le aziende?

Facebook: l’algoritmo penalizza le aziende?

Facebook promuove i contatti di amici e famiglia… a discapito delle aziende. È questo il “grande” nuovo cambio all’interno dell’algoritmo che regola i contenuti visibili all’interno del nostro newsfeed, quando ci connettiamo al social network più popolare – e forse più popolato – del Mondo.

“L’obiettivo del News Feed è quello di mostrare alla gente le storie che sono più rilevanti per loro”, così Adam Mosseri, VP, Product Management di Facebook, ha annunciato il cambio di rotta nella newsroom dedicata agli aggiornamenti. A oggi Facebook conta 1,65 miliardi di utenti attivi al mese, di cui 1,090 miliardi accedono ogni giorno… e il 90% da device mobile. Secondo le ultime ricerche condotte, gli utenti prediligono i contenuti “spontanei”, soprattutto derivanti dai propri contatti. Ma il ragionamento che c’è dietro è anche un altro: il social di Mark Zuckerberg (qui sopra in foto) vuole riconquistare la fascia dei giovani, sempre più attratti da Snapchat e WhatsApp, dove condividono foto e video personali, si aggiornano e rimangono in contatto con chi decidono loro (spesso loro coetanei).

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Nuovo algoritmo di Facebook: amici al primo posto

La ricerca condotta internamente da Facebook ha dimostrato alcuni punti, su cui si basa l’aggiornamento dell’algoritmo: 

  • “Facebook è stato costruito sull’idea di connettere le persone con i loro amici e familiari”, ha scritto Adam. E in realtà anche per fare stalking su ex partner, diciamoci la verità. Quindi il passaggio è stato breve: dare alla gente ciò che vuole. Ed è per questo che tendenzialmente vedremo sempre più in primo piano gli aggiornamenti di amici e parenti, piuttosto che quelli delle fan page.
  • Il tuo feed dovrebbe informare“. Nel senso che le storie che generiamo sono ciò che i contatti si aspettano e cercano. In questo caso gli utenti diventano i principali “strumenti” di Facebook. Se il “medium è il messaggio” – come scriveva Baudrillard – allora ci troviamo dentro a una sorta di Inception informativo, dove le persone si collegano tra loro e portano a loro volta “storie”, che sia attualità o altro. Queste news avranno quindi ancora una volta la precedenza: se l’algoritmo dovrà scegliere se darti la stessa notizia tra la fan page de La Repubblica (per dirne una) o l’amico Gianni che vive in America, be’, vincerà sempre l’amico Gianni.  
  • Il tuo feed dovrebbe divertire“. Oltre al carattere informativo, Facebook ha capito che i contenuti più “engaging” sono quelli che… divertono. Quindi il nostro profilo è costantemente monitorato dall’algoritmo, che verifica i nostri like e commenti, per poi riproporci contenuti in linea con ciò che ci aspettiamo.

Facebook cambia l’algoritmo… ma quali sono i rischi?

Se il nuovo algoritmo ci proporrà contenuti sempre più in linea con ciò che siamo e con ciò che ci aspettiamo, il rischio è semplicemente uno: avremo a che fare con un sottosistema sempre più specifico, fatto a nostra “immagine e somiglianza”. Da un certo punto di vista tutto ciò è sicuramente interessante e forse divertente, ma sicuramente limitante: come si può crescere senza un confronto con ciò che è diverso da noi? Mettiamo caso ci piacciano tanto i gattini (che un giorno domineranno l’universo): il nostro newsfeed sarà presto invaso solo e solamente da immagini di gattini, no? Non esisterà più nient’altro. Come abbiamo detto: è limitante.

L’algorimo di Facebook penalizza fan page e aziende?

“Nel complesso prevediamo che questo aggiornamento potrebbe causare una riduzione di portata (reach) e referral per alcune fan page“, parola di Lars Backstrom, Engineering Director di Facebook, per poi proseguire: “L’impatto specifico sulla distribuzione e altre metriche della Pagina può variare a seconda della composizione del pubblico. Ad esempio, se molto del traffico di riferimento è il risultato di persone che condividono il contenuto, ci sarà un impatto minore rispetto a quando la maggior parte del traffico proviene direttamente tra i commenti a un aggiornamento”. Un concetto quasi lapalissiano: sarà sempre più probabile vedere una condivisione che un commento su una fan page.

Alcuni social media manager e imprenditori sono andati subito nel panico: “Ah, Facebook non ci permette di fare comunicazione!”. Sciocchezze, ci spiace: Facebook è una Società Per Azioni e a Mark Zuckerberg piace capitalizzare. Purtroppo questo significa che le aziende dovranno investire di più nell’advertising, per essere certe di arrivare al maggior pubblico disponibile. È inutile arrabbiarsi: Facebook è gratuito per gli utenti che lo popolano, non per i brand.

Pubblicità, sì, ma non solo. Perché le società hanno a disposizione interi reparti, agenzie di comunicazione e liberi professionisti che possono mettere a loro servizio la conoscenza utile per creare strategie performanti e più efficaci, capaci magari di massimizzare visibilità e brand awarness attraverso campagne ad hoc. Ma ricordiamoci sempre: anche la creatività (e professionalità) si paga.

Algoritmo di Facebook: come funziona e come sfruttarlo

Come scrive Vincenzo Cosenza all’interno del suo blog, l’algoritmo di Facebook ha diverse chiavi principali che segue: la fonte, il tipo e la qualità del contenuto, il tempo e l’impatto.

  • La fonte: ovvero la prossimità/affinità di chi pubblica l’aggiornamento. A oggi quindi l’algoritmo promuoverà amici e familiari. Le aziende possono strategicamente lavorare quindi su contenuti “emotivi” o “utili”, in modo da spingere i fan a condividere ed entrare così nel circolo vizioso della visibilità.
  • Il tipo e la qualità del contenuto: al momento il tipo di contenuto che genera più “engagement” è il video. Non è un caso infatti che Facebook punti sempre di più a creare modalità di interazione come i live streaming. Piccolo consiglio per le aziende: mini-clip (anche amatoriali) e gif funzionano molto bene e vengono apprezzate dagli utenti.
  • Il tempo: il newsjacking è un’attività che premia, solitamente. Ma anche pubblicare il contenuto giusto al momento giusto, quindi occhio sempre a leggere correttamente gli insight della fan page.
  • L’impatto: ma possiamo chiamarla “viralità”. Questo significa che il contenuto più “impattante” (ovvero ciò che genera maggiori click e interazioni nel più breve tempo possibile) avrà sempre un ruolo privilegiato all’interno del newsfeed. A oggi l’algoritmo prenderà maggiormente in considerazione anche l’impatto con la nostra rete di amicizie.

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